Si è tenuta domenica 11 settembre a Tiarno di Sopra la cerimonia di commemorazione e di intitolazione della via al Kaiserjäger Giovanni Battista Ernesto Merli, organizzata dal Comune di Ledro,
dal Comitato storico “Ludwig Riccabona” e dalla Schützenkompanie “Val de Leder”.
Circa 150 Schützen, delle Compagnie di Arco, Roncone, Vezzano, Castellano, Kalisberg-Civezzano, Rovereto, Ledro, Rhendena, Tscherms-Cermes, Sarthein-Sarentino e Obernberg hanno sfilato per le vie
del paese per rendere omaggio al Kaiserjäger Merli.
Assieme a loro anche una delegazione della Croce Nera Austriaca, con il presidente della sezione tirolese Hermann Hotter, Ernest Murrer e Annemarie Wieser, il colonnello Hans Pixner dei
Kaiserjäger di Jenbach, e infine i Kaiserschützen della valle di Ledro e del primo reggimento Trento.
Dopo la Santa Messa, bilingue, officiata da don Giampietro, la sfilata dei cappelli piumati si è diretta alla volta di piazza regina Elena, dove si è tenuta la commemorazione ufficiale con i
discorsi delle autorità.
Il Sindaco Achille Brigà ha ricordato ai presenti l’importanza di onorare tutti i caduti, indipendentemente dalla loro divisa: «Tutti simbolo della sofferenza che sta alla base di ogni guerra,
tutti combattenti per la libertà, tutti monito dell’importanza della pace».
L’amministrazione comunale ledrense era rappresentata inoltre dal vicesindaco Franco Ferrari, dall’assessore alla sanità, politiche sociali ed edilizia convenzionata Maria Marcella Straticò e
dall’assessore al bilancio, tributi, lavori pubblici e viabilità Giuliano Pellegrini, moderatore della commemorazione.
Pellegrini ha ricordato i presupposti che hanno portato all’intitolazione di una via del centro di Tiarno di Sopra al Kaiserjäger Merli: «Con l’unione dei sei comuni della valle in un soggetto
unico si è posto il problema delle strade omonime e da qui è nato l’iter per la revisone della toponomastica urbana. L’intitolazione di questa via a Giovanni Battista Ernesto Merli è nata da una
petizione popolare condotta dall’associazione “Maina”. Proprio molti abitanti di questa via hanno chiesto l’intitolazione a questa storica, carismatica figura dei Kaiserjäger ledrensi, il
veterano ferito a Custoza nel 1866 e decorato al valore».
Merli, nato a Tiarno di Sopra nel 1844 e morto nel 1928, fu sottufficiale dei Kaiserjäger e combattente nella battaglia di Custoza del 24 giugno 1866, nel corso della quale venne ferito durante
un assalto alla baionetta. Fu in seguito uno Standschütze e un veterano, socio dell’imperial regio Casino di Bersaglio di Tiarno dal 1888 fino alla prima guerra mondiale. Per i Kaiserjäger della
valle era un soldato esemplare che godeva la stima di tutti.
«L’intitolazione di questa via -ha proseguito Pellegrini- vuole essere un ricordo e un riconoscimento a quei 10.400 soldati trentini che 58 anni dopo la battaglia di Custoza, con lo scoppio del
primo conflitto mondiale, caddero indossando ancora la divisa dell’esercito di Francesco Giuseppe». Pellegrini ha anche ricordato i numerosi messaggi di apprezzamento, giunti dalle autorità che
non hanno potuto presenziare alla manifestazione, quali la sindaca di Innsbruck Christine Oppitz-Plorer e il presidente dell’associazione Mitteleuropa di Udine Paolo Petiziol, il quale ha
augurato che questa iniziativa: «Possa essere seguita da altri Comuni del Trentino quale gesto di giustizia nei confronti di uomini dimenticati e portatori di valori che dovrebbero essere invece
un patrimonio ed un esempio per tutti».
Il presidente del Comitato storico “Ludwig Riccabona” Marco Ischia ha ricordato l’importanza della toponomastica urbana, quale esercizio continuo della memoria di una comunità, e il ruolo in
Trentino della toponomastica relativa alla Grande Guerra, l’evento più importante e drammatico nella storia di questa terra, relazionando anche per i presenti di madrelingua tedesca.
«Oggi siamo qui per la prima volta in Trentino -ha ricordato Ischia- a intitolare solennemente una via a un Kaiserjäger. Ma assieme a Merli, con questa cerimonia vogliamo ricordare tutti i
Kaiserjäger, Kaiserschützen e Standschützen del Tirolo italiano che militarono con la divisa austro-ungarica. Tra poco ricorre il centenario dello scoppio del primo conflitto mondiale e
l’auspicio che lanciamo da questa cerimonia e quello di vedere un domani nelle città del Trentino una via intitolata al fiume San, o a Grodeck o a Limanova oppure ai monti Carpazi o a
Gorlice-Tarnow, luoghi teatro di terribili battaglie sul fronte orientale. In quelle località giacciono sepolti migliaia di Kaiserjäger e Landesschützen trentini, il minimo che possiamo fare nei
confronti di questi nostri avi è ricordarci del loro sacrificio e trasmettere la loro memoria alle generazioni che verranno».
Il presidente della sezione tirolese della Croce Nera Hermann Hotter ha portato il saluto del sodalizio austriaco e ricordato l’importanza di costruire un’Europa comune dei popoli e l’intenso
lavoro che da anni Tirolo austriaco e Trentino Alto Adige / Südtirol stanno conducendo per costruire questa grande comunità euroregionale. «Valuto un popolo per come tratta e rispetta i caduti
-ha dichiarato Hotter- e qui questa attenzione è sempre stata molto alta. Dobbiamo rispettare tutti i caduti di tutte le guerre: il nostro è un lavoro per la pace».
Infine, il consigliere Mauro Ottobre, è interventuo in rappresentanza della Provincia Autonoma di Trento: «Noto che sempre più comuni trentini si riappropriano della loro identità, che anche qui
è fatta di medaglie e di tanti caduti nell’esercito austro-ungarico, la cui memoria è stata cancellata dall’ideologia nazionalista del Ventennio. Dobbiamo essere fieri del nostro passato».
Gli interventi delle autorità hanno poi lasciato spazio alla salva d’onore, eseguita dall’Ehrenkompanie composta da tiratori della compagnie “Val de Leder” e “Rhendena”. Poi, sulle note di “Ich
hatt’einen Kameraden” eseguita dalla Musikkapelle Kalisberg, che ha accompagnato tutta la manifestazione, vi è stata la deposizione di una corona di fiori portata dalla Croce Nera. L’inno dei
Kaiserjäger e il Tiroler Landeshymne hanno chiuso la commemorazione in pazza, dalla quale gli Schützen hanno ripreso a sfilare per le vie del paese. La giornata si è infine conclusa con la festa
presso il parco di Mezzolago e il pranzo preparato dalla locale Pro Loco.
